Titolo: Lo pseudonimo
Autore: Juls Way
Genere:  Narrativa regency
Casa editrice: Words edizioni
Data di pubblicazione: 03/08/2021
Formato: Cartaceo/E-book
Pagine: 384
Trama:

Londra, 1907 

All’uscita del terzo libro di Mr Carl Montgomery, la città di Londra è in preda a una frenetica caccia all’autore, di cui nessuno conosce l’identità. Non è esente dal dibattito, suo malgrado, Mr Ezra Talbot, importante editorialista della rivista The Point, al quale viene proposto di scrivere un articolo che smascheri lo scrittore. Tra visite al museo, aste di quadri impressionisti, interviste, letture ad alta voce e rocamboleschi scambi di identità, Talbot si troverà invischiato in una intricata indagine, ricca di colpi di scena, in compagnia della sua bizzarra assistente, miss Frances Evans. Ma cosa succederà quando verrà rivelata la vera identità del misterioso Mr Carl Montgomery?

Dopo lo straordinario successo de La Seconda Moglie, Juls Way ci trasporta agli inizi del 1900 con una commedia romantica (con un pizzico di mistery), in cui ritroviamo anche qualche vecchia conoscenza.

Lo Pseudonimo di Juls Way – Quando un romanzo storico diventa una lettera d’amore alla letteratura stessa

Londra, 1907. Un autore che nessuno ha mai visto, un terzo romanzo che manda la città in fibrillazione, e un giornalista scontroso incaricato di smascherarlo. Lo Pseudonimo non è il solito romance storico: è un metaromanzo, un libro che parla di libri, e proprio per questo si guadagna un posto a parte.

La trama: all’uscita del terzo romanzo di Mr Carl Montgomery, Londra è in preda a una caccia frenetica all’identità dell’autore, che nessuno è mai riuscito a scoprire. A Mr Ezra Talbot, brontolone ma dall’animo più sensibile di quanto lasci intendere, importante editorialista della rivista The Point, viene proposto di scrivere l’articolo che finalmente svelerà chi si nasconde dietro lo pseudonimo. Talbot non ha mai letto nulla di Montgomery, ma accetta l’incarico – complice la promessa di un ritorno niente male – e, insieme alla sua bizzarra assistente Miss Frances Evans, si getta nella trilogia dello scrittore misterioso, restandone completamente rapito. Tra visite ai musei, aste di quadri impressionisti, interviste e rocamboleschi scambi di identità, l’indagine di Talbot si trasforma in qualcosa di ben più intricato di un semplice articolo di gossip letterario.

COME EDITOR: la macchina narrativa del secondo romanzo di Juls Way

STRUTTURA

Costruire un romanzo attorno a un’indagine sull’identità di un autore è una scommessa strutturale non banale: bisogna dosare gli indizi, i colpi di scena, senza mai svelare troppo presto né far perdere la pazienza al lettore. Juls Way la vince, orchestrando una progressione di rivelazioni che tiene la tensione alta fino al momento in cui l’identità di Montgomery viene finalmente svelata.

AMBIENTAZIONE

Qui Juls Way fa un salto di qualità rispetto a La Seconda Moglie: la Londra edoardiana del 1907 diventa il palcoscenico di un vero e proprio omaggio al mondo della letteratura e dell’arte del primo Novecento, tra musei, aste di quadri impressionisti e salotti editoriali. È un’ambientazione che respira cultura in ogni pagina, ed è probabilmente il tratto più riuscito del romanzo.

PERSONAGGIO

Ezra Talbot è un protagonista scritto con affetto: pedante, un po’ brontolone, ma capace di lasciarsi sorprendere dalla lettura fino a esserne “rapito” — un’esperienza che chiunque ami i libri riconoscerà immediatamente. Miss Frances Evans, la sua bizzarra assistente, aggiunge brio e imprevedibilità a una coppia investigativa che funziona proprio per il contrasto tra i due.

RITMO

Rispetto all’esordio, il ritmo qui è più mosso e vario: interviste, letture ad alta voce, scambi di identità si susseguono con un buon senso della varietà di registro, senza mai perdere il filo dell’indagine principale.

COME LETTRICE: quello che rimane dopo l’ultima pagina

Lo Pseudonimo mi ha conquistata più ancora de La Seconda Moglie, e il motivo è semplice: è un romanzo scritto da chi ama davvero la letteratura, e questo amore si sente in ogni riferimento, in ogni citazione, in ogni scena ambientata tra libri e quadri. I richiami al primo romanzo ci sono, per chi ha letto anche quello, ma il libro resta perfettamente autonomo e godibile anche da chi arriva qui per la prima volta. Un metaromanzo che funziona sia come indagine sia come dichiarazione d’amore al mestiere di scrivere.

COSA IMPARA UN AUTORE DA QUESTO LIBRO

Un romanzo può parlare di libri senza risultare autoreferenziale, se il mistero regge da solo. L’indagine su Mr Montgomery funziona prima di tutto come trama, e solo in secondo piano come omaggio alla letteratura.

I riferimenti culturali arricchiscono l’ambientazione quando sono vissuti dai personaggi, non solo elencati. Musei e aste d’arte diventano scene vive perché Talbot e Frances li attraversano con curiosità reale.

Un sequel tematico, seppur autonomo, guadagna profondità dai richiami al romanzo precedente. Juls Way dimostra che si può costruire continuità autoriale senza legare le mani a chi legge un solo titolo.

Un metaromanzo storico edoardiano scritto con amore autentico per la letteratura, che supera l’esordio dell’autrice per varietà di ritmo e ricchezza di riferimenti culturali.

Consigliato a chi ama i romanzi storici che parlano di libri e scrittori, i misteri d’identità e le ambientazioni culturalmente dense.

Non consigliato a chi cerca un romance storico più tradizionale, incentrato sulla sola relazione sentimentale.

Avete letto Lo Pseudonimo? Ditemi se anche voi siete rimasti “rapiti” dalla trilogia di Mr Carl Montgomery quanto lo è stato Talbot.


Juls Way, classe 1994, vive a Bologna e si è laureata in lettere moderne e storia dell’arte. Con La Seconda Moglie ha esordito nel 2020 riscuotendo un buon successo di pubblico e critica; Lo Pseudonimo, uscito nel 2021 per Words Edizioni, è il suo secondo romanzo e conferma la sua passione, evidente in ogni pagina, per la letteratura e la storia dell’arte.