Titolo: Spark

Autore: Alice Broadway

Genere: Distopico/YA Fantasy

Casa editrice: Rizzoli Editore

Data di pubblicazione: 26/03/2019

Formato: Cartaceo/E-book

Pagine: 348

Sinossi:

Immagina di scoprire che tutta la tua vita si basa su una bugia, che non sei la persona che credevi di essere. Immagina di dover ricominciare tutto da capo, tra coloro che fino a ieri consideravi diversi e che ora invece sono la tua gente. Leora ha scoperto di essere una mezzosangue, figlia di un Marchiato e di un’Intonsa. La sua accettazione e presa di coscienza di questa verità non piace al leader della comunità, il sindaco Longsight, che le offre un incarico che non può rifiutare: se vuole proteggere le persone che le sono care dovrà unirsi agli Intonsi e scoprirne le debolezze. A malincuore Leora accetta, anche nella speranza di sapere qualcosa di più sulla sua vera madre. Capisce così che le storie della tradizione che conosce fin da bambina lì hanno interpretazioni radicalmente diverse, se non opposte, e deve rimettere tutto in discussione, accettare che non solo la sua educazione sia stata una menzogna, ma che neppure gli Intonsi siano depositari di un’unica verità.

“Amare porta dolore. Mi chiedo perché lo facciamo. Eppure… L’espressione sul volto di Sana. L’agonia dell’amore è come il dolore dell’inchiostro affondato nella pelle. Una puntura necessaria da cui sboccerà qualcosa di bello.”

In questo secondo volume della trilogia Skin books di Alice Broadway, l’elemento dell’originalità della trama viene un po’ a mancare.

La storia del mezzosangue che vuole salvare il mondo la conosciamo già tutti e l’abbiamo rivista in tutte le salse. Anche in questo volume permane sia una pessima traduzione – editing (le discordanze verbali sono palesi ed il dizionario è davvero scarno); ed il brutto vizietto dell’autrice di spiegare al lettore ed imboccargli ogni singolo pensiero.

Ciò che rimane davvero interessante, motivo per cui proseguo la lettura, è l’abbinamento favole – storia della protagonista. Questo far scorrere parallelamente le leggende di entrambe le fazioni in modo sovrapposto o oppositivo, fa sì che ci si ponga delle domande oserei dire mistiche.

“Quando Mel mi ha detto che avrei trovato la mia strada nelle storie del passato le ho creduto, ma cosa succede se non fossero altro che racconti? E se tanta parte della verità che raccontano dipende da chi la racconta, la storia?”

Questo interesse, come vi dicevo nella recensione del primo volume, scaturisce dalla crisi spirituale che ha l’autrice nei confronti della sua religione evangelica. Questo fa sì che lungo il filone narrativo anche il lettore si interroghi sui misteri della fede, sulla veridicità delle scritture e su quanto queste debbano pesare.

Altra cosa interessante è indubbiamente il cambiamento di Leora che in questo volume è ben esplicitato, vista la narrazione in prima persona.

Possiamo vivere ogni cosa dal suo punto di vista. Anche se il desiderio di darle una scrollatina mentre i personaggi di cui lei si fida la pugnalano alle spalle un capitolo sì e l’altro pure, rimane.

“…un utile espediente dei narratori; se termini la storia lasciando qualcuno vivo il tuo ascoltatore non deve pensare alla sua morte. È una scelta di buon gusto, ma non è tutta la verità.”

Così mi accingo a leggere l’ultimo volume, Scar.

L’autrice

Alice Broadway

ha studiato teologia. Vive con il marito nel Lancshire. Adora bere tè e scrivere, e adora farlo nel suo camper giallo. Ink è il suo primo romanzo ed è uno dei libri per Young Adult più venduti del 2017 nel Regno Unito .