Titolo: Le api di Waterloo

Autore: Giulia De Martin

Genere:  Romanzo Regency

Casa editrice: Words Edizioni

Data di pubblicazione: 01/12/2021

Formato: Cartaceo/E-book

Pagine: 380

Sinossi:

Phèdre Hale, Marchesa di Northampton, ha solo vent’anni, quando si trova in balia della sorte avversa: Waterloo le ha strappato l’amato marito e la spensierata fanciullezza. La lady Northampton che amava trascorrere le giornate nella lussureggiante serra è ormai solo un ricordo. Phèdre, però, sa che non può soccombere agli eventi e che l’unico modo per sopravvivere è assecondare la propria condizione. Intelligente e caparbia, non si tirerà indietro di fronte a niente per riacquistare sicurezza, anche se ciò significa sposare Edward Hale, l’irlandese dagli occhi di ghiaccio, erede del casato e cugino dell’amato marito disperso. Tuttavia, la vita spesso riserva risvolti inaspettati, fino a sgretolare anche la più solida certezza. Le grandi tenute di campagna e i dolci pendii della brughiera fanno da sfondo a una storia d’amore e morte, rinascita e assoluzione, intrisa del profumo delle peonie e cullata dal ronzio delle api.

“Gli uomini credono di essere i soli a governare il mondo, ma non hanno ancora capito che siamo noi a concedere loro il lusso di farlo.”

Le api di Waterloo è il secondo romanzo di Giulia De Martin, entrambe le sue opere sono state pubblicate da Words Edizioni. Vincitore del Watty’s 2020 nella sua categoria, questo romanzo narra le vicende di Phèdre Greville, indiscussa e indomita protagonista.

Phèdre ha un carattere selvatico, un aspetto particolare e come secondogenita di una famiglia benestante, non soffre il peso di un abbinamento matrimoniale quasi obbligato. Dedica le sue giornate agli studi di botanica e alla coltivazione di piante all’interno di una serra di cui si prende cura insieme al suo amico d’infanzia Noah; e vaga come una ninfa dei boschi senza una meta ben precisa.

Fino all’incontro con Richard Hale, VIII Marchese di Northampton, che la conquista a suon di onestà, ironia e savoir faire. Ma non lasciatevi ingannare, la vita di Phèdre non sarà la storia di un romanzo rosa in cui i protagonisti sono melensi e succubi dell’amore. Anzi, sarà la forza d’animo della protagonista durante le sue disavventure a farla da padrone in questo testo.

Infatti nel corso del romanzo la protagonista vive il dualismo che la vede trasformarsi da damigella eterea e amante della natura a donna di successo pronta a prendere decisioni ben oltre le aspettative. Chissà cos’avremmo fatto noi al suo posto? (niente spoiler!)

Questa trasformazione avviene in una perfetta cornice storica riportata da Giulia De Martin, che dimostra tutte le sue capacità ed i suoi studi riguardanti la letteratura classica ma anche i territori britannici; specie nell’ambientazione familiare e politica dell’epoca. Il periodo storico è perfettamente riferito, comprese le vicende che riguardano Waterloo, anche se cala un po’ d’efficacia all’interno dei dialoghi non sempre adeguati.

“Viviamo in un mondo ingiusto dove le decisioni che spettavano a pochi avevano effetto su molti. Un mondo dove sacrificare la vita per il proprio Paese era un onore, anche se quel Paese non avrebbe mai ripagato degnamente il sacrificio. Un mondo dove campi di grano si trasformavano in laghi di sangue innocente, asciugati dalle pagine ingrigite di un gazzettino di campagna. Vivevamo in un mondo che nascondeva la disgrazia e gioia dell’apparente beatitudine a pochi riservata.”

Ho amato lo stile dell’autrice e sopratutto la capacità ammirabile di saper sorprendere il lettore in una trama fitta di improvvisi cambi di direzione inaspettati. Mi capita di rado di non vedere fino alla fine dove mi stanno conducendo i fili intrecciati dall’autrice, questo è sicuramente uno di quei casi e ne sono rimasta estasiata. Inoltre il tipo di scrittura esula dal classico stile di romanzo all’italiana e sono certa che sentiremo parlare di quest’autrice e la vedremo ben presto portare le sue opere all’estero.

Sapete bene che non nascondo i punti deboli dei testi che porto alla vostra attenzione e qualcosina ho trovato anche qui. Come vi anticipavo il gergo utilizzato dai protagonisti non è sempre conforme all’epoca trattata e la protagonista ogni tanto cade nel tranello del vittimismo che devo dire non le si addice. Qualche errore di editing c’è, ma nel complesso si tratta di cose di poco conto.

Sono rimasta piacevolmente sorpresa da questo testo, l’ho divorato in pochissimi giorni e quindi ho proseguito il viaggio con l’autrice con il suo primo romanzo di cui vi parlerò nel prossimo articolo.

Lo consiglio agli amanti del genere regency, dei grandi classici, agli ammiratori delle campagne inglesi e delle brughiere in stile Austen e Brontë. Lo consiglio a chi ama le storie di donne forti ma con un certo romanticismo e un po’ di sana sofferenza.

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L’autrice

Giulia De Martin, classe 1991, una laurea in letteratura inglese, una in giornalismo e due anni vissuti in Irlanda, Giulia oggi ha trovato la sua occupazione nel mondo del digitale, ma non ha abbandonato la sua passione per i classici e la loro bellezza. Il romanzo storico è per Giulia il mezzo per trattare temi attuali e riflessioni profonde conferendo al tutto un’anima romantica.