Titolo: La promessa
Autore: Margherita Maria Messina
Genere: Regency – Romanzi rosa
Casa editrice: Words edizioni
Data di pubblicazione: 11/12/2021
Formato: Cartaceo/E-book
Pagine: 288
Trama:
Londra, 1814
Dopo aver combattuto nelle Americhe, Alexander Clayton, Marchese di Hawke, rientra in Inghilterra per un congedo straordinario. Di nuovo nel caos del ton inglese, Alexander si trova, a propria insaputa, invischiato in un’unione combinata con una vecchia conoscenza: Anna guance lentigginose.
Lady Anna Rightwhite, figlia maggiore del Marchese di Exter, mira a restare nubile e senza legami. Durante la Stagione, tuttavia, è costretta a un fidanzamento deciso dal padre. Il futuro marito è quel mascalzone che da ragazzo si divertiva a tirarle i capelli e la definiva maschiaccio senza ritegno né onore.
Quando gli sguardi di Anna e Alexander si incrociano, il passato si risveglia e i dieci anni di lontananza non saranno in grado di tenere sopiti i ricordi e un segreto che li lega. Ma Napoleone Bonaparte tornerà a insidiare i loro destini e metterà a dura prova quel legame fragile e appena ricostruito.
La Promessa di Margherita Maria Messina – Un regency che mantiene quello che promette
Londra, 1814. Un matrimonio combinato, dieci anni di silenzio e un segreto che non vuole restare sepolto. Messina ci riprova con il genere storico e stavolta centra il bersaglio.
Partiamo dal presupposto che il regency romance italiano ha un problema cronico di identità: oscilla continuamente tra l’omaggio a Jane Austen e la fotocopia dei Bridgerton, senza mai trovare davvero una voce propria. La Promessa di Margherita Maria Messina è una delle eccezioni più piacevoli che abbia incontrato di recente, non perché rivoluziona il genere, ma perché sa esattamente cosa vuole essere e lo persegue con coerenza.
La trama: Anna e Alexander si conoscono da sempre. Si sono tormentati da ragazzi, si sono persi per dieci anni, e ora il destino — nella forma poco romantica di un padre che decide al posto loro — li rimette uno di fronte all’altra. Lei, Lady Anna Rightwhite, determinata a restare nubile e libera. Lui, Alexander Clayton, Marchese di Hawke, reduce dalle Americhe con le cicatrici della guerra e un conto aperto con il passato. Sullo sfondo, Napoleone Bonaparte, che con il tempismo impeccabile dei grandi antagonisti storici decide di complicare ulteriormente le cose.
COME EDITOR: Cosa funziona sulla pagina
La mossa strutturalmente più intelligente del romanzo è quella di non raccontare un amore che nasce, ma uno che deve ritrovarsi. Non stiamo aspettando che qualcosa succeda: stiamo aspettando che i due smettano di fare i testardi. E questa è una macchina narrativa efficace, perché carica ogni scena di una tensione preesistente che il lettore sente già dalle prime pagine.
La scelta di fondere il trope hate to love con il second chance romance funziona proprio per questo motivo: c’è già una storia, ci sono già ferite, ci sono già domande senza risposta. Il lettore entra nel romanzo con un’urgenza narrativa pronta all’uso.
La presenza di Napoleone come elemento destabilizzante è un tentativo riuscito di alzare la posta emotiva: il conflitto non è solo sentimentale ma anche storico, e questo impedisce al romanzo di girare troppo su se stesso. Non sempre i due piani si integrano alla perfezione, ma il tentativo è onesto e in buona parte convincente.
Lo stile di Messina è pulito, delicato, mai ridondante. La prosa scorre senza opprimere, l’ambientazione regency è gestita con misura; presente quanto basta per creare atmosfera, senza trasformarsi in un trattato storico. L’uso del lessico nautico e militare tradisce una ricerca genuina, dettaglio che fa la differenza in un genere dove spesso l’accuratezza storica è l’ultima delle preoccupazioni.
Anna e Alexander hanno cicatrici reali, fisiche e interiori, e Messina dedica loro una psicologia abbastanza sfaccettata da renderli credibili. Non sono perfetti, non si comportano sempre bene, e questo è già un merito non banale in un genere che tende all’idealizzazione.
Le criticità: quello che si può migliorare
La caratterizzazione dei personaggi secondari rimane il punto più debole. Chi non è Anna o Alexander esiste quasi esclusivamente per far avanzare la trama dei protagonisti, senza una vita propria riconoscibile. In un’ambientazione corale come quella del ton londinese, questa è una perdita: i personaggi di contorno avrebbero potuto aggiungere profondità e humor senza togliere nulla ai due protagonisti.
Alcune situazioni si risolvono con una pulizia un po’ troppo rapida. Il regency funziona bene quando i conflitti hanno un costo reale, quando le convenzioni sociali mordono davvero. In certi passaggi si sente che il desiderio di non lasciare il lettore troppo a lungo nell’ansia prevale sulla logica narrativa, e alcune tensioni si smorzano prima di aver dato tutto quello che potevano dare.
La prevedibilità è alta, ma questo vale per buona parte del genere. Il vero problema non è sapere come andrà a finire (lo sappiamo sempre, nel romance) ma quanto il percorso costi davvero ai personaggi. Qui qualche passaggio in più sul prezzo emotivo avrebbe reso il lieto fine molto più soddisfacente.
COME LETTRICE: Quello che ho pensato mentre leggevo
La Promessa è un romanzo che si legge con piacere genuino. Non è il tipo di libro che ti lascia sveglia la notte a rimuginare, ma è esattamente il tipo di libro che prendi in mano quando vuoi stare bene senza rinunciare a una storia costruita con cura.
Messina scrive con rispetto per il genere e per il lettore. Non mente sul prodotto, non promette profondità che non vuole dare, non si perde in virtuosismi stilistici fuori luogo. Sa raccontare una storia d’amore e lo fa con mestiere.
Il risultato è un regency italiano che può stare sullo scaffale senza arrossire accanto ai titoli stranieri dello stesso genere. E in un panorama dove l’historical romance nostrano fatica ancora a trovare la propria voce, non è poco.
COSA IMPARA UN AUTORE DA QUESTO LIBRO
Se stai scrivendo un romance storico o stai lavorando a un manoscritto con elementi sentimentali, La Promessa offre spunti tecnici concreti.
Il second chance romance funziona perché la tensione è già costruita prima che il romanzo inizi. Se stai scrivendo due personaggi con un passato condiviso, sfruttalo fino in fondo: ogni scena tra loro dovrebbe risuonare di quello che non si dicono, non solo di quello che si dicono.
L’ambientazione storica va cercata, non inventata. Anche due dettagli accurati in una pagina fanno la differenza tra un’atmosfera credibile e un costume di carnevale. Messina lo sa e si vede.
I traumi dei personaggi devono costare qualcosa. Se dai al tuo protagonista una ferita profonda, lascia che guarisca lentamente, con ricadute e resistenze. Una risoluzione troppo rapida non convince nemmeno nel romance più leggero.
Solido, onesto, ben costruito. Un regency italiano che funziona e che consiglio senza riserve a chi ama il genere.
Consigliato a chi ama il second chance romance, il regency con elementi storici reali, le storie d’amore che portano il peso del passato.
Meno adatto a chi cerca complessità morale, personaggi secondari con una vita propria, o tensioni che non si risolvono mai troppo facilmente.
Hai letto La Promessa? Sei una lettrice di regency italiano o preferisci i titoli stranieri? Parliamone, perché questo è esattamente il tipo di dibattito che merita una buona tazza di tè.

L’autrice
Margherita Maria Messina, conosciuta nel mondo letterario come Meg, è nata in Sicilia nel 1989 e scrive da quando era bambina — anche se ha aspettato un bel po’ prima di mostrare le sue storie al mondo.
Laureata in Storia dell’Arte con specializzazione in conservazione e restauro dei beni archivistici e librari, ha poi conseguito un master in Editoria: insomma, una che i libri non li ama soltanto, li studia, li cura e li costruisce dall’interno.
Ha esordito nel 2020 con Words Edizioni con Beyond the Veil, fantasy romance dalle atmosfere dark e gotiche, per poi virare verso il regency con La Promessa. Nel catalogo conta oggi cinque romanzi pubblicati, tra cui Sleeping Sun, Lacrime di Elicriso e Serenade. Dal 2020 è anche Responsabile Marketing, webmaster e parte della redazione del magazine letterario Libri&Parole per Words Edizioni: una di quelle autrici che il mestiere editoriale lo conosce davvero, non solo dall’altra parte della scrivania.
I suoi primi amori letterari? Dracula, Heathcliff e il Fantasma dell’Opera.


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