Titolo: Le avventure di Mas

Autore: Francesco Giovanni Infuso

Genere: Fantasy, High fantasy

Casa editrice: Albatros Edizioni

Data di pubblicazione: 27/10/2020

Formato: Cartaceo

Pagine: 326

Sinossi:

Mas si ritrova improvvisamente in una sorta di al di là dantesco dove deve affrontare i propri limiti, ma soprattutto Paura, che gli ha impedito di vivere la vita che avrebbe voluto vivere, nell’impossibilità di realizzare i propri sogni. Tre fiere terribili – una tigre, un’aquila, un serpente – e orde di ombre malefiche, ma anche elfi e giganti gentili in una fiaba nera, dove niente è come appare, che lascerà con il fiato sospeso per i prodigi narrati, le continue lotte tra il bene e il male, ma che è ben più di un’avventura, è soprattutto il viaggio nella propria anima per conoscere le proprie debolezze, fronteggiarle e poter finalmente essere padroni del proprio destino.

Quando sarai di fronte a Paura […] potresti sentirti sopraffatto, addirittura sentirti morire. Ma ricorda, soprattutto allora, sull’orlo del baratro: un solo passo in avanti ti infonderà il coraggio necessario per modificare il tuo essere profondamente. Allora ciò che potrebbe accadere potrebbe essere sorprendente, straordinario.”

Francesco Infuso, giovane e promettente autore italiano, ci racconta in questo volume Le avventure di Mas.

Mas, il nostro protagonista, è un giovanotto con una sola difficoltà, quella di svegliarsi ogni mattina con una personalità diversa. Siamo in una sorta di medioevo fiabesco, Mas vive con la sua famiglia e dà una mano come può tra il lavoro nei campi e le faccende di tutti i giorni. È ormai rassegnato al fatto che non potrà mai avere una vita normale, ha visto dottori, preti ed esorcisti di ogni sorta per il suo problema. Svegliarsi ogni mattina con un’identità diversa, non poter avere amici né un amore, non poter avere un lavoro consono né affrontare degli studi importanti. 

Cosa vorrebbe dire per noi non avere un’identità ben definita? Avere giornate in cui potremmo essere giovani studiosi, magari salvare vite umane grazie alle nostre conoscenze e competenze; e giornate in cui non riusciremmo neanche a capire come funziona un abaco. Giorni in cui essere sereni e fieri, volenterosi di socialità ed altri in cui non riusciremmo ad alzare lo sguardo sul nostro interlocutore per l’imbarazzo.

“Che vita avrebbe potuto avere una persona senza una chiara personalità?”

Un giorno Mas salva la vita ad un elfo, spinto da un moto di coraggio inaspettato, e quest’essere per ripagarlo del gesto prezioso gli fa un dono… l’unico regalo che potrebbe salvare la sua di vita. Un viaggio, alla ricerca del perché la sua vita è così complicata, lo è sempre stata? Come cambiare? Come mettere fine a questa molteplicità? Un viaggio che gli fa percorrere luoghi incantati tra giganti, elfi, entità angeliche così come ombre oscure ed animali pericolosi. Attraverso ruscelli limpidi e cristallini, dentro a graziose casette nel bosco, lungo caverne tenebrose e sulle ali di un’aquila. Alla ricerca delle sue paure più profonde, delle sue domande più segrete, oltre la soglia della più totale incoscienza di sé.

Non voglio svelarvi troppo della trama che è tanto semplice nell’idea quanto complessa nella sua narrazione, perché proprio questo è riuscito a fare l’autore. Mettere insieme il viaggio come caposaldo dell’High Fantasy, con tutte le creature che questo mondo concerne creare, con uno scopo reale e tangibile quanto un fine consequenziale ma in primo piano; quello del cambiamento, che ogni viaggio comporta.

Entrambi i fini sono chiari al lettore fin da subito, così come lo stile, la narrazione e la costruzione del setting. Originale nell’introspezione che il viaggio implica tramite i personaggi inaspettati e ben costruiti come Speranza e Paura. Così come classico nella narrazione fantasy che tutti i Tolkeniani potranno ritrovare ed apprezzare. Un’avventura che ci viene narrata in terza persona, un cantore che alle volte si rivolge al lettore stesso come per scuoterlo dai brevi segmenti che narrano i piccoli passi di questa vicenda.

Personalmente l’ho apprezzato molto, anche se alle volte avrei voluto scrollare un po’ il personaggio che in alcuni momenti sembra non capire bene cosa stia succedendo. Problema imputabile forse alle eccessive spiegazioni con cui rimane su alcuni passaggi, non lasciando nulla su cui riflettere al lettore.

Lo scopo narrativo è chiaro e coinvolgerà anche le menti più filosofiche! Perciò lo consiglio a tutti, perché anche i più restii al genere verranno rapiti dalla genialità che c’è dietro a questa impresa Dantesca. Una penna giovane ed ammirabile, da tenere sicuramente d’occhio!

L’autore

Francesco Giovanni Infuso è nato a Roma dove si è diplomato presso il Liceo Classico Anco Marzio.
Animato da una profonda esigenza di conoscere e sperimentare, si è cimentato con serietà e impegno in varie attività conoscitive e lavorative, acquisendo competenze e maturando una considerevole conoscenza del mondo del lavoro e dei rapporti interpersonali.
Amante da sempre della letteratura, ha iniziato a scrivere già in tenera età, attingendo prevalentemente alla sua fantasia e alle tematiche del suo mondo interiore.