Titolo: La scelta di Edith 
Autore: Edith Eva Eger 
Genere: Biografia  
Casa editrice: Corbaccio  
Data di Pubblicazione: 21/09/2017  
Formato: cartaceo, ebook  
Pagine: 351 

Sinossi:

Edith Eger aveva sedici anni quando i nazisti fecero irruzione nella città ungherese dove viveva. Insieme alla sua famiglia fu condotta in un campo di internamento e quindi ad Auschwitz. I genitori vennero inviati subito alla camera a gas su ordine di Joseph Mengele che, poche ore dopo, chiese a Edith di danzare per lui sulle note del valzer Sul bel Danubio blu, ricompensandola con un pezzo di pane che lei divise con le compagne di prigionia. Edith sopravvisse con la sorella ad Auschwitz, venne trasferita durante le marce della morte a Gunskirchen, un sottocampo di Mauthausen, e fu salvata da un soldato americano che la trovò, ancora viva, sopra un mucchio di cadaveri. Trasferitasi negli Stati Uniti dopo la guerra, ha studiato psicologia e, unendo le sue competenze professionali alla sua personale esperienza, si è specializzata nella cura di pazienti affetti da disturbi da stress post-traumatico. Reduci di guerra dall’Afghanistan, donne che avevano subito violenza, persone che soffrivano per un proprio personalissimo trauma, hanno imparato da lei che “il peggior campo di concentramento è la propria mente” e che libertà e guarigione iniziano quando impariamo ad affrontare il nostro dolore. “La scelta di Edith” è la storia dei passi, grandi e piccoli, che ci conducono dall’oscurità alla luce, dalla prigionia alla libertà e alla felicità.

“La sofferenza è inevitabile e necessaria, ma il nostro modo di reagire cambia”

La scelta di Edith è un libro pubblicato in Italia nel 2017 da Corbaccio, un racconto biografico di
un’autrice con una semplicità disarmante e allo stesso tempo terribile. È la raccolta degli appunti di una terapeuta su alcuni pazienti traumatizzati ognuno con i suoi piccoli orrori da raccontare. È la storia di una famiglia e dell’evoluzione delle persone che l’hanno accompagnata durante la dura lotta alla sopravvivenza: i suoi genitori, le sorelle Magda e Klara, il marito e compagno di vita Bèla, i suoi figli, la danza.

Edith Eger aveva sedici anni quando i nazisti fecero irruzione nella città ungherese dove viveva insieme alla sua famiglia ed al suo primo amore, spezzando la sua vita di giovane ballerina. Fu condotta in un campo di internamento, ad Auschwitz ed in seguito a Gunskirchen, uno dei campi di Mauthausen; insieme ad una delle sorelle ed alla madre.

Proprio grazie ad alcune parole della madre: “Ricordati,
nessuno potrà mai portarti via quello che hai messo nella tua mente”
Edith riuscì spesso a trovare la
ragione per rimanere presente a sé stessa. Anche quando il Dott. Mengele, il famoso Angelo della morte,

le chiedeva di ballare per lui in cambio di un pezzo di pane da condividere con le altre prigioniere. Ed è in questa danza del corpo e della mente che riesce a trovare la salvezza più volte nella sua vita.

Il coraggio di questa donna nell’ascoltare sempre il suo istinto la porterà alla costruzione di una famiglia e ad un
lavoro sorprendente per una persona che è stata Vittima. Infatti Edith si trasferisce negli Stati Uniti dopo la guerra,
studia psicologia e, unendo le sue competenze professionali alle sue esperienze, si specializza nella cura dei
pazienti affetti da disturbi da stress post-traumatico.

Gli appunti sul suo lavoro con i pazienti sono preziosi; ci raccontano come affrontare ogni difficoltà attraverso la resilienza, che il peggior campo di
concentramento
è la propria mente e che libertà e guarigione iniziano quando impariamo ad affrontare il nostro dolore.

Nella scelta di scrivere questo libro proprio adesso traspare l’urgenza di far conoscere al mondo gli orrori che ha vissuto ma soprattutto di tramandare la voglia di vivere sempre ed a pieno il presente, con coraggio e con determinazione, lasciando nel passato la paura e l’odio verso chi ci ha feriti.


La scelta di Edith è la storia dei passi che ci conducono dalla prigionia alla libertà della nostra mente, perchè sentirsi vittime è facoltativo ed Edith ci invita a scegliere di essere liberi!

Edith Eger ha novant’anni e danza ancora.

L’autrice

Nata nel 1927 a Košice, allora Ungheria e oggi Slovacchia, Edith Eva Eger aveva appena sedici anni quando i nazisti la condussero insieme alla sua famiglia nel campo di sterminio di Auschwitz, dove i genitori furono mandati direttamente nelle camere a gas, lasciando sole Edith e sua sorella. Quella sera stessa, Edith danzò sulle note del valzer Sul bel Danubio blu, per ordine del medico militare tedesco Joseph Mengele, il quale la ricompensò con un pezzo di pane che lei divise con le sue compagne. 

Appena ventenne, Edith sopravvisse ad Auschwitz, alla marcia della morte fino a  Gunskirchen (sottocampo di Mauthausen), dove fu salvata da un soldato americano che la trovò, ancora viva, tra i cadaveri. Dopo la guerra, Edith si è trasferita negli Stati Uniti e ha studiato psicologia, specializzandosi nella cura di persone affette da disturbi post traumatici, per insegnare loro la capacità di far fronte a eventi traumatici, riorganizzare la propria vita dinanzi alle difficoltà, senza alienare la propria identità: cura i suoi pazienti con la stessa resilienza che l’ha salvata dai campi di sterminio, nella convinzione che “il peggior campo di concentramento è la propria mente”.

La dottoressa Edith Eva Eger è una psicologa americana. È sopravvissuta all’Olocausto e specialista nel trattamento del disturbo da stress post-traumatico. Le sue memorie intitolate The Choice – Embrace the Possible, pubblicate nel 2017, sono diventate un bestseller internazionale.